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Giustizia lenta in Italia, ma gli avvocati non ci stanno a vedersi attribuire la colpa per eccesso di garanzie difensive. E con una ricerca hanno dimostrato che nella maggior parte dei processi rinviati il motivo è la mancata presenza del testimone.

Per sette giorni a Modena, ma anche nelle sedi distaccate di Sassuolo e Carpi, alcuni avvocati hanno seguito tutte le udienze che si sono tenute in tribunale: 423 processi davanti al giudice monocratico, competente per molti reati minori, e 9 davanti al tribunale collegiale, tre giudici, a cui approdano cause più complesse. I dati raccolti, su tutto il territorio nazionale, sono stati elaborati da Eurispes e le conclusioni hanno permesso di far dire agli avvocati che gli allungamenti dei processi a causa di rinvii dipendono solo in minima parte da richieste relative a garanzie difensive, solo 4 fra quelli analizzati a Modena. Spicca invece il numero di udienze rimandate per richiesta di integrazione della prova, 18,4% del totale, che nella maggior parte dei casi è riconducibile a un problema con i testimoni, soprattutto per la mancata presenza degli stessi, che si accentua quando si tratta di privati cittadini chiamati a testimoniare dall’accusa. Ci sono poi anche i rinvii fisiologici, cioè quelli relativi al normale iter processuale, quindi per finire l’analisi degli elementi o le discussioni conclusive. Altro elemento allarmante, è lo slittamento a causa di disfunzioni tecniche: l’11% dei processi saltati dipende da mancate notifiche agli interessati. Del resto da tempo, e da più parti, si denuncia una carenza di organico del personale amministrativo del tribunale, tale da rendere inevitabili disguidi e problemi. Ci sono poi anche i rinvii per impedimenti ad essere presenti di difensore o imputato. C’è comunque una buona notizia: la percentuale più alta riguarda i processi arrivati a sentenza: il 35,9% di quelli analizzati, nella maggior parte finiti con una condanna. L’indagine sarà presentata in un incontro organizzato dalle camere penali di Modena per il primo dicembre, alle 18.30, al Baluardo della cittadella. L’avvocato Alessandro Sivelli, presidente delle Camere penali di Modena, ha sottolineato come l’appuntamento abbia l’obiettivo di trovare forme di confronto e collaborazione, come un tavolo collettivo che analizzi problemi e soluzioni, “ma non a discapito delle garanzie”.


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