in:

Per la ricerca è fondamentale anche l’impegno di Fondazioni e enti locali. Nell’ultimo biennio, il secondo Bando dell’Università per la ricerca industriale, ha consentito di finanziare 60 progetti.

Ricercatori italiani che fanno fortuna all’estero. Cervelli in fuga, tema di scottante attualità. Ne abbiamo parlato, stamattina, con il nuovo rettore dell’Università di Modena, Aldo Tomasi, che ci ha annunciato nuovi investimenti dell’ateneo per la ricerca di secondo livello. Quella, per intenderci, che avvicina studiosi e imprese e da cui, in prospettiva, possono arrivare le risorse per trattenere in Italia i migliori ricercatori. Tra le dimostrazioni, il bando dell’Università. Fibre plastiche al posto dei ferri metallici per rinforzare il calcestruzzo, il cemento armato del futuro. E’ questa una delle idee, già brevettate, nate dal secondo bando per progetti di ricerca industriale dell’Università di Modena e Reggio, col sostegno della Provincia di Modena e delle quattro Fondazioni di Modena, Carpi, Mirandola e Vignola. In tre anni, grazie ad un investimento di quasi 1 milione e 200 mila euro, sono stati finanziati 60 studi, con il coinvoglimento di altrettante imprese e l’impiego di 93 giovani ricercatori. La collaborazione tra ateneo ed aziende ha consentito anche di realizzare una trentina di prototipi industrializzabili e di procedere nello sviluppo tecnologico di software, strumenti e apparecchiature già in uso nelle piccole e medie imprese modenesi. Risultati concreti che avvicinano aziende e Università, con piena soddisfazione di entrambe…


Riproduzione riservata © 2016 TRC