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Pedoni e ciclisti sono sempre più spesso le vittime degli incidenti stradali. Il Sole 24 ore ha valutato i capoluoghi e Modena è tra quelli dove c’è maggiore attenzione per gli utenti deboli della strada.

Marciapiedi che finiscono all’improvviso, piste ciclabili senza protezione, auto parcheggiate in doppia o tripla fila, motorini che sorpassano a destra, segnaletica invisibile e non rispettata, veicoli a motore che sfrecciano a folle velocità. E’ dura la vita per ciclisti e pedoni nelle città italiane, come confermano i dati sulle vittime degli incidenti stradali che coinvolgono sempre più spesso i cosiddetti “utenti deboli”. La situazione non è ovviamente uguale in tutti i capoluoghi e così il Sole 24 ore, partendo dai dati dell’indagine Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia, ha stillato la classifica delle città a misura di passeggiata, con Modena che si piazza all’ottavo posto con 70 punti conquistati sui 100 disponibili. In vetta, in base all’estensione di: isole pedonali, zone a traffico limitato, piste ciclabili e verde urbano, si piazza Mantova, davanti a Lucca, Firenze e Piacenza. Appaiate al quinto posto, Cremona, Reggio Emilia e Ferrara, poi, appunto Modena con Verbania. A conferma che per pedoni e ciclisti Emilia Romagna, Bassa Lombardia e Toscana restano le poche isole felici. Grave comunque la situazione complessiva basti pensare che non arrivano a 50 punti 79 capoluoghi su 104. A premiare Modena, in particolare, la quantità di verde urbano fruibile dai cittadini: 36 metri quadrati per abitante, un dato che vale il secondo posto nella graduatoria riferita alla voce specifica. Interessante notare come per valutare l’estensione della rete di piste ciclabili, il Sole 24 ore abbia tenuto conto anche delle “zone 30”, quelle strade in cui le auto devono rispettare ferrei limiti di velocità. Una soluzione di compromesso che la Fiab, l’associazione degli amici della bicicletta, sta promuovendo con una specifica campagna e che, invece, a Modena non è ancora molto diffusa.


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