in:

Sul sito di Repubblica.it le storie dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’, racconti desolanti che parlano di nepotismo e concorsi truccati. Alcuni ricercatori sono partiti da Modena.

Sono tanti i cervelli italiani in fuga. Storie di delusioni italiane e di successi esteri raccolti dal sito internet di Repubblica. Poco meno di duemila testimonianze, alcune delle quali fatte anche da ex studenti o ricercatori dell’Università di Modena, come Sabrina Saltini, laurea in biologia e poi per sette anni alle prese con dottorati e borse di studio. “Ho frequentato – scrive a Repubblica.it – diversi atenei di tutta Italia. Ovunque lo stesso “sistema”. Un sistema che si autoalimenta: se ti ribelli (ho visto di tutto, persino professori che si facevano fare pulizie di casa dai propri studenti), sei fuori da tutto”. Usa toni più pacati, ma i concetti sono simili, Alessandro Soncini che racconta di aver lasciato l’Italia a 28 anni appena terminato il dottorato di ricerca in Chimica Fisica, a Modena. “Oggi – scrive – dopo 5 anni di postdoc in esilio tra Inghilterra e Belgio, ho ottenuto un posto da ricercatore a Oslo e, dopo un solo anno, sto per avere la promozione a professore associato”. In Italia conclude con amarezza Alessandro, i concorsi non tengono conto dei risultati conseguiti nella ricerca e si prestano a valutazioni di parte delle commissioni. Nessuna delusione italiana, ma soli successi esteri per Paola Atzei che dopo essersi laureata nel 2003 in Biotecnologie farmaceutiche a Modena, ha subito avuto l’opportunità di andare a lavorare a San Diego. “Dopo l’esperienza americana – racconta – ho deciso di fare il dottorato, a Dublino. Anche qui, meglio che in Italia, si riesce a fare ricerca in maniera organizzata e decente”. Contro il nepotismo punta, invece, l’indice Alessandro Sergi, laureato a Messina nel ’92 e poi con dottorati a Modena e alla Sapienza, oggi docente in Sud Africa. “In Italia – scrive – non è possibile progredire in base al merito, colpa del nepotismo e dei baroni”. Di stipendi e qualità della ricerca parlano invece Maurizio Scaltriti e Paolo Andrea Corna.


Riproduzione riservata © 2016 TRC