in:

Arriva l’Alta velocità, ma per i pendolari la situazione non migliorerà, almeno per ora. Sul nuovo orario ferroviario è scontro tra la Regione e Trenitalia e gli utenti sono sul piede di guerra.

Il futuro è alle porte. Il 13 dicembre ci sarà il viaggio inaugurale sulla nuova linea ad alta velocità Milano – Bologna, a bordo di un fiammante Etr 500 Frecciarossa. E dal giorno successivo i treni ad alta velocità faranno concorrenza agli aerei: 3 ore e 30 per andare da Milano a Roma, 1 ora da Bologna a Milano, in attesa che nel dicembre del 2009, anche il tratto tra Bologna e Firenze sia terminato e che in 35 minuti si vada da un capoluogo all’altro. Ma purtroppo non è tutto oro quello che luccica e i pendolari modenesi sono sul piede di guerra. Già perché con l’entrata in esercizio dell’alta velocità, almeno per ora, non arriveranno i miglioramenti attesi sulle tratte regionali. Nel nuovo orario, quello che sarà in vigore dal 14 dicembre, infatti non ci saranno nuove corse e il futuro dei pendolari sarà molto simile all’oggi. O addirittura peggio, almeno sino a quando non saranno conclusi nel 2011 i lavori della nuova stazione di Bologna. Da giorni, in Regione si susseguono incontri e trattative tra Comitati utenti e Trenitalia “ma – ci dice Giuseppe Poli di Federconsumatori – al massimo si riuscirà a limitare i danni: agli aumenti tariffari dello scorso settembre non corrisponderanno servizi aggiuntivi”. E che i problemi siano tanti lo conferma la decisione della Regione di inviare una diffida formale a Trenitalia affinché non modifichi l’orario esistente e dia la priorità ai treni pendolari. Una posizione ribadita dal presidente della Commissione trasporti, il modenese Giancarlo Muzzarelli del Partito democratico, che pure giudica importanti gli interventi in corso, compreso il raddoppio della Bologna-Verona, operativo sino a Poggio Rusco da domenica scorsa. Sul piede di guerra anche la Lega Nord e Forza Italia che punta l’indice sugli annosi disservizi sulla Carpi-Modena. Trenitalia, dal canto suo, assicura che cercherà di accogliere le richieste ma ricorda la complessità dei lavori in corso e soprattutto che, sino ad ora, solo Emilia Romagna e Trentino hanno regolari contratti di servizio, mentre tutte le altre Regioni stanno ancora valutando l’offerta da garantire ai pendolari, con le inevitabili ricadute sulla pianificazione complessiva. La realtà, però, è amara: i treni locali non aumenteranno e, almeno per ora, in stazione a Modena continueranno a fermare solo quattro Eurostar. Due al mattino, verso Roma, e due alla sera in arrivo dalla Capitale. Di Alta velocità nemmeno a parlarne, e anche per le altre 6 coppie di Eurostar promesse bisognerà attendere ancora a lungo.


Riproduzione riservata © 2016 TRC