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Il senatore Lumia era a Modena per partecipare al convegno “Edilizia sul filo del rasoio”, organizzato unitariamente dai sindacati delle costruzioni dell’Emilia Romagna. “Bisogna colpire i Casalesi anche nel modenese”, ha detto.

Subappalti, estorsioni agli imprenditori campani che lavorano al nord, manovali e fornitori imposti, condizioni di lavoro estreme con vere forme di capolarato. Ma sempre più spesso, il raggio d’azione dei Casalesi nel modenese si amplia. Non più solo “pizzo” e pressioni sugli imprenditori immigrati, ma proficuo riciclaggio del denaro sporco investito nell’edilizia privata e nei pubblici esercizi. Da qui, l’appello lanciato stamattina dall’ex vicepresidente della commissione antimafia, Giuseppe Lumia, affinché si combattano con più forza le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle ricche regioni del nord, cominciando da una revisione del 41bis per impedire ai boss di continuare a comandare dal carcere. E tra le misure concrete da mettere in campo per impedire alle mafie di fare affari al nord: l’obbligo di comunicare in prefettura tutti i cambi di proprietà di attività commerciali e pubblici esercizi, legge esistente ma poco applicata, e il divieto di avere appalti pubblici per le imprese scoperte a pagare il pizzo.Dalla denuncia al contrasto. Di fronte alla constatazione che sempre più spesso, anche nella nostra regione, appalti pubblici ed edilizia privata sono condizionati dalla presenza e dalle ingerenze della criminalità organizzata, i sindacati hanno deciso di passare al contrattacco. E così stamattina, nel convegno che si è svolto presso la Provincia di Modena, ai politici e ai rappresentanti di istituzioni, enti locali ed imprese, hanno presentato alcune proposte concrete per combattere la mafia nell’edilizia. Non soltanto azione investigativa e di polizia, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono di estendere l’obbligo della certificazione antimafia a tutte le attività, abolendo esenzioni e soglie; di reintrodurre la tracciabilità del denaro, di ridurre il numero degli enti che possono appaltare opere pubbliche e, soprattutto, di avere regole più severe per chi vuole avviare un’impresa edile…


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