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Nel giorno dello sciopero nazionale dell’Università contro i tagli del Governo, a Modena è scesa in piazza la Cgil. Per chiedere una diversa politica economica e un sostegno immediato ai redditi più bassi. Critiche dalla Uil sulla scelta della Cgil di andare avanti da sola.

In piazza, nonostante il maltempo. In piazza, nonostante o forse proprio per la spaccatura con Cisl e Uil. Mentre a Roma sfilava la protesta delle università contro i tagli della Gelmini, a Modena e in Emilia Romagna è stato il giorno dello sciopero provinciale della Cgil. Dal palco di piazza Grande, i sindacalisti hanno spiegato le ragioni della protesta e ribadito le critiche alla politica economica del Governo, che non sostiene i redditi bassi, e agli accordi separati siglati da Cisl e Uil. 6000 i partecipanti alla manifestazioni per la Cgil, 600 per la questura, ma l’adesione allo sciopero, dicono dal sindacato, è stata alta: “Dalle 14 alle 18, non ha lavorato il 75% degli addetti delle aziende private”. Le punte più alte nelle grandi industrie metalmeccaniche. Una protesta cui hanno aderito anche Rifondazione Comunista e Partito Comunista dei lavoratori, in piazza con le loro bandiere, non il Pd, preoccupato per gli effetti negativi della spaccatura sindacale. Critico anche Luigi Tollari, segretario generale della Uil di Modena: “Poca gente in manifestazione, e pochi i lavoratori che hanno incrociato le braccia nei posti di lavoro” – dichiara. “La decisione della Cgil di proclamare lo sciopero generale del 12 dicembre senza Cisl e Uil – continua Tollari – è una scelta sciagurata che provocherà un indebolimento del sindacato”. Il segretario della Uil conclude facendo sue le parole del segretario nazionale Angeletti che al Datch Forum di Milano, dove si è svolta la manifestazione dei quadri e dei delegati della Uil, ha auspicato “una nuova costituzione sindacale molto più democratica di quella che è oggi nella realtà, in cui gli arbitri siano solo i lavoratori”.


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