in:

Carovita che preoccupa le famiglie, ma anche i negozianti. Dopo la Coop che ha chiesto ai fornitori di non speculare, minacciando di respingere quelli che propongono aumenti ingiustificati; oggi è Confesercenti a chiedere che gli esercenti non siano lasciati soli.

Cresce la povertà, oltre 2 milioni e seicentomila le famiglie italiane toccate, secondo gli ultimi dati Istat. E i prezzi continuano a salire, secondo il Rapporto Ref solo per l’acquisto di pane, pasta e derivati dai cereali, quest’anno ogni famiglia spenderà 140 euro in più. Aumenti spropositati, secondo Coop, che lo scorso sabato ha pubblicato sui principali quotidiani un’inserzione per informare l’industria alimentare che i consumatori non accetteranno nessuna speculazione. E oggi i maggiori produttori di pasta saranno ascoltati dal Garante dei prezzi che li ha convocati per capire come mai, a fronte del calo del costo del grano, spaghetti, maccheroni e le altre tipicità di cui sono notoriamente ghiotti gli italiani costano sempre di più. Un’iniziativa, quella di Coop, cui guarda con interesse anche Confesercenti, perché, al di là del diverso potere contrattuale, tra grande e piccola distribuzione, anche i piccoli esercizi si sentono vittime dell’aumento dei costi. Secondo un recente studio sui panificatori modenesi, nell’ultimo anno, per costo del denaro, energia, trasporti, gas e tariffa di igiene ambientale la spesa è cresciuta in doppia cifra. Più tasse, più costi e minori entrate così gli esercenti del settore alimentare nel rapporto tra 2006 e 2007 hanno perso un quarto dei ricavi e il 40% degli utili. “Ma il problema non si risolve nel contrasto tra piccola e grande distribuzione”, ci ha spiegato stamattina Alberto Crepaldi, responsabile modenese di Confesercenti per il settore alimentare. “Coop fa bene, forte dei suoi numeri, a premere sui fornitori, per noi, invece, servono interventi mirati a ridurre i costi fissi, criticità di sistema da tempo conosciute, ma per ora mai affrontate”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC