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Carovita ed effetti della crisi finanziaria sui bilanci delle famiglie. Due distinte e nuove iniziative, del garante sui costi al consumo e di Coop, lanciano la sfida ai grossi produttori.

I numeri sono impietosi: il prezzo della pasta continua a salire, ad ottobre, rispetto all’anno precedente, un chilo di spaghetti costava il 32% in più. Una situazione paradossale, denuncia Coldiretti, perché invece, il prezzo del grano, la materia prima, si è dimezzato. E così Mister Prezzi, il garante che sorveglia sui costi al consumo, ha deciso di scendere in campo e per la prima volta da quando è stato istituito ha convocato i grandi produttori e le imprese della grande distribuzione, per sapere il perché di questi continui aumenti, nonostante la riduzione del costo del grano. Così, giovedì e venerdì, Antonio Lirosi, Mister Prezzi, incontrerà al ministero dello Sviluppo economico i cinque principali gruppi di produzione della pasta, che coprono circa i due terzi del mercato. Ma intanto, una risposta indiretta, ma chiarissima, al quesito è arrivata ieri da Coop che con un’iniziativa senza precedenti ha pubblicato una pagina sui principali quotidiani nazionali per avvertire l’industria alimentare che non saranno accettate speculazioni, ossia aumenti ingiustificati dei prezzi. Coop, primo distributore nazionale, con 6 milioni e 700mila soci, 1300 punti vendita e il 24% del mercato, con il guanto di sfida lanciato all’industria alimentare intende battere l’inflazione, partendo dal presupposto che con le materie prime in calo vertiginoso, non saranno accettati listini con prezzi in aumento tra il 4 e l’8%. Una battaglia, iniziata da Coop riducendo del 10% i prezzi dei prodotti a marchio di latte, farina, pasta, burro e yogurt, che promette scintille, ma il cui risultato è particolarmente atteso dalle tante famiglie che faticano sempre più ad arrivare alla fine del mese.


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