in:

“Per recuperare la sicurezza c’è bisogno di più Stato sociale e meno Stato penale, di riallacciare le relazioni umane e avere meno paura dell’altro”. Così Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, al convegno organizzato dallo Spi-Cgil su “Sicurezza e legalità”.

La solitudine; la facile, ma sbagliata, equazione tra straniero e criminale; i ricatti cui sono sottoposti i più deboli quando le regole non vengono fatte rispettare, anche sul luogo di lavoro. Tutto questo genera insicurezza: una sensazione che si può iniziare a scacciare “dal basso”, recuperando le relazioni umane. Questa è la chiave, secondo Don Luigi Ciotti, per non essere prede di una paura che si autoalimenta, e finisce per condizionare anche la realtà quotidiana. Il presidente di Libera, associazione contro le mafie, ne ha parlato questa mattina, di fronte ai pensionati dello Spi-Cgil, al convegno su “Sicurezza e legalità”. Presenti anche il Sindaco, Giorgio Pighi e il questore Salvatore Margherito. Prima della repressione, si deve tendere all’integrazione degli stranieri, ha sottolineato Don Ciotti, un percorso che comincia dalla scuola. Quindi no alle classi “ponte”: "Non si può tornare indietro su questo – ha detto – l’esperienza italiana dimostra che la strada intrapresa fin’ora è quella giusta, e non va abbandonata”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC