in:

E’ il giorno della mobilitazione della scuola. A Modena migliaia di studenti hanno sfilato in centro e in piazza Grande. Altissima l’adesione allo sciopero da parte di insegnanti e personale tecnico-amministrativo.

Per gli organizzatori 10 mila manifestanti, la questura ne ha contati meno, ma erano di sicuro tantissimi i ragazzi che stamattina alle 9 sono partiti in corteo da piazzale Sant’Agostino per sfilare attraverso il centro con cartelloni, fischietti, taburi e slogan anti-Gelmini. Il giorno della protesta, quella nazionale, contro le misure del Governo in materia d’Istruzione è arrivato, nonostante l’approvazione della legge ieri al Senato. In testa al corteo un furgone con musica ad alto volume e dietro gli studenti delle scuole secondarie e dell’Università, ma anche i maestri delle scuole primarie con i bambini a seguito. Dopo il passaggio in corso Canalgrande e via Università il corteo è entrato in Piazza Grande dove, da un palco sistemato dalla pietra Ringadora, sono iniziati gli interventi. Possibilità per tutti di parlare e di manifestare il proprio dissenso sulla riforma e sui tagli, con la piazza che non ha risparmiato applausi e ovazioni. Nessun incidente e nessun simbolo di appartenenza, come era stato concordato in questi giorni dagli organizzatori. E i vertici del Popolo della libertà, stamattina, proprio in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola, hanno convocato una conferenza stampa per svelare quelle che hanno definito “le bugie della protesta”:: riduzione del tempo pieno alle scuole dell’infanzia e alle elementari; riduzione dell’orario di lezione alle medie e alle superiori; tagli alle università, per il Pdl modenese non ci saranno. “La legge Gelmini – hanno detto il parlamentare Isabella Bertolini e i consiglieri regionali Leoni e Aimi – non tocca medie e superiori e alle elementari non riduce il tempo pieno”. Anzi, nel documento presentato, il Pdl assicura che grazie all’introduzione del maestro unico e all’eliminazione delle compresenze, il momento in cui oggi gli insegnanti sono presenti contemporaneamente in classe, ci sarà più personale disponibile per aumentare l’offerta. Intanto, oggi hanno aderito allo sciopero 7000 dipendenti su 10mila in servizio, il 70%. “Un’adesione vastissima”, commenta la Gilda degli insegnanti diffondendo i dati. 7 lavoratori della scuola su 10 hanno aderito allo sciopero nazionale contro la legge Gelmini, indetto dai principali sindacati della categoria, con punte dell’85% nelle scuole primarie. Numeri – commenta i vertici di Gilda – che dovrebbero convincere il Governo ad aprire un dialogo costruttivo con tutte le parti in causa. Tanto più che, anche a livello nazionale, secondo i dati diffusi dal Ministero l’adesione allo sciopero ha superato il 57%. E di grande manifestazione, parla anche il segretario generale della Uil di Modena, Luigi Tollari, secondo cui i tagli del Governo “ricacciano indietro le lancette dell’orologio di almeno 30 anni”. A fianco di studenti, insegnanti e genitori che oggi hanno partecipato alle manifestazioni si schiera anche il Sindaco di Modena, Pighi, secondo cui “le conseguenze dei provvedimenti adottati si faranno sentire anche a Modena”. “Anche se l’amministrazione – commenta – farà il possibile per garantire i livelli di qualità raggiunti nella scuola modenese”. “Di bugie dalle gambe corte” parla invece Mauro Manfredini della Lega Nord che assicura come “i tagli indiscriminati al personale della scuola esistono solo nella fantasia del centrosinistra”. Intanto, però, il Pd scalda i motori per la raccolta di firme per il referendum contro la legge Gelmini. Proprio per questo, domani, alle 16 alla Camera di commercio, arriverà l’ex ministro all’istruzione Giuseppe Fioroni. Intanto Massimo Mezzetti, coordinatore regionale di Sinistra democratica, propone che a raccogliere le firme per il referendum sia un Comitato senza cappelli partitici, guidato da associazioni studentesche, genitori e sindacati.


Riproduzione riservata © 2016 TRC