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Non solo sindacati e studenti. In vista dell’approvazione in Senato del decreto Gelmini, si mobilitano anche i genitori. Un incontro a Vignola.

Nel pieno della protesta degli studenti e in vista dello sciopero nazionale di giovedì indetto dai sindacati, anche molte famiglie modenesi iniziano ad interrogarsi sul futuro della scuola pubblica italiana. Prese di posizione dei consigli di classe, ma anche incontri pubblici di approfondimento, come quello di ieri sera a Vignola, dove era atteso il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Gino Malaguti, che ha declinato l’invito all’ultimo momento, per capire cosa cambierà dopo l’approvazione in Senato, attesa per domani, del decreto Gelmini. Ovunque, tanti partecipanti, sale gremite e molta preoccupazione per il futuro. In particolare per il ritorno al maestro unico e il possibile superamento dell’attuale organizzazione della scuola elementare, basata su un tempo pieno, che prevede ore di compresenza delle maestre in classe. Un modello didattico che negli anni ha riscosso grandi consensi tra le famiglie e che ora viene messo in discussione. Ma non c’è solo la scuola elementare. Le preoccupazioni riguardano anche la possibile riduzione dell’orario nelle scuole dell’infanzia e la modifica dell’offerta formativa alle superiori. E così al termine dell’incontro, i genitori che avevano spontaneamente organizzato l’incontro hanno chiesto ai relatori intervenuti, i sindacalisti, Cinzia Cornia di Flc Cgil, e Luigi Belluzzi, di Cisl scuola, e l’assessore all’istruzione comunale, Maurizia Rabitti, il massimo impegno per convincere il Governo ad aprire un tavolo di confronto per arrivare ad una riforma che valorizzi la scuola pubblica. Sollecitazione, naturalmente, accolta con i rappresentanti sindacali che hanno annunciato iniziative di mobilitazione anche dopo lo sciopero di giovedì, quando da Modena verso Roma per partecipare alla manifestazione nazionale partiranno otto pullman.


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