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Il Sant’Anna scoppia e gli agenti di sorveglianza sono pochi. Ma non è questo, per il direttore Madonna, il vero problema in questo momento. E in occasione della festa della penitenziaria ha chiesto si chiarisca che carcere l’Italia vuole, se solo repressivo o finalizzato al recupero dei detenuti.

Sono 458 i detenuti presenti nel carcere di Sant’Anna, su una capienza prevista di 204, per questo per la casa circondariale è previsto un ampliamento di 150 posti. Ha segno meno invece il personale della polizia penitenziaria, sotto organico del 30%. Il 70% dei reclusi è straniero, con i marocchini in testa, 141 in totale. Gli italiani sono 132. Al Sant’Anna sono rappresentate ben 29 nazioni, e 215 detenuti sono dietro le sbarre per reati di droga. 35 per violenza sessuale. Sono questi i dati diffusi oggi in occasione della festa della polizia penitenziaria, svolta al Forum Monzani. Dati inquietanti, ma secondo il direttore Paolo Madonna non i più significativi. A Modena si è sempre lavorato molto nella direzione del reintegro nella società dei detenuti, insegnando, con attività e iniziative, che il lavoro serve per vivere. Ma sempre più, in Italia, sembra che si voglia un carcere di pura repressione, e il direttore chiede chiarezza. E per continuare su questa strada, Paolo Madonna chiede finanziamenti, in modo da ampliare le possibilità.


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