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Un risarcimento milionario ai famigliari delle vittime dell’amianto per evitare il processo chiesto dalla procura di Torino. E’ la proposta di uno dei proprietari dell’Eternit, gruppo di cui faceva parte l’Icar di Rubiera. Tre degli ex dipendenti morti erano modenesi.

Diverse decine di milioni di euro per i famigliari delle vittime dell’amianto. E’ quanto sarebbe disposto a mettere a disposizione Stephan Schmidheiny, il miliardario svizzero proprietario dell’Ethernit, accusato dalla procura di Torino di disastro doloso. Nelle filiali del gruppo, tra cui l’Icar di Rubiera, sono morti infatti 2mila ex dipendenti, per patologie legate al contatto con il minerale. La maggiorparte a Casal Monferrato. Nell’azienda reggiana hanno perso la vita 48 lavoratori, di cui almeno tre modenesi. Qualche giorno fa, Alfredo Bersani, ex lavoratore “storico” dell’Icar, ai microfoni di Trc Telemodena, aveva ammesso di essere disilluso rispetto ad un’eventuale condanna dei vertici dell’Eternit. “La loro colpa – aveva detto il modenese – era di aver cercato di fare soldi senza preoccuparsi degli operai che sarebbero morti.” Proprio per evitare il processo per questa strage oggi arriva la proposta di Schmidheiny, che nel 2007 aveva già tentato di assicurarsi l’impunità offrendo denaro alle famiglie dei morti. 75 milioni di euro, “un’offerta irricevibile perché in cambio – spiega un ex dirigente della Cgil di Torino – i vertici dell’Eternit volevano la garanzia che non ci sarebbero state più cause contro l’azienda”. In passato, infatti, un risarcimento molto inferiore era stato reinvestito in cause contro i vertici del gruppo svizzero.


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