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Delusione per la mancata presenza del ministro Luca Zaia al tavolo sulla crisi del Parmigiano Reggiano, convocato oggi a Roma. A criticare la scelta di Zaia l’assessore regionale Tiberio Rabboni e il presidente della provincia di Modena, Emilio Sabattini, che parla di “scarsa sensibilità dimostrata sul tema”.

Ha organizzato un tavolo tecnico sulla crisi del Parmigiano reggiano, ma poi non si è presentato il Ministro per le politiche agricole Luca Zaia, irritando tutti coloro che riponevano qualche speranza nell’incontro: oltre ai rappresentanti delle associazioni agricole del comparto, quelli delle istituzioni, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni e il presidente della provincia di Modena, Emilio Sabattini. Cinque le richieste presentate dalla regione Emilia Romagna, che verranno rilanciate in una riunione tecnica già convocata per venerdì: lo stato di crisi, prima di tutto; poi il ritiro dal mercato di una quota di prodotto; un intervento presso l’Antitrust per consentire al Consorzio di regolare la produzione per tre anni; un finanziamento per la promozione all’estero e l’inserimento del Parmigiano nella disciplina del sottocosto. “Il 57% del prodotto viene svenduto al di sotto dei costi di produzione – denuncia il presidente del Consorzio Giuseppe Alai – mentre i costi sono aumentati del 18% per le aziende, senza contare che gli operatori hanno visto calare il loro reddito del 41% nel 2007, e del 51 nel 2008. “Alla delusione per l’assenza del Ministro – commenta invece il presidente della provincia Sabattini – si aggiunge l’amarezza per la presenza al tavolo dei rappresentanti del Consorzio Grana Padano, la cui situazione è molto diversa. La nostra produzione – sottolinea Sabattini – sta attraversando una fase di difficoltà rispetto alla quale ci saremmo aspettati maggior attenzione”. Per fare il punto sulla crisi, è stato convocato lunedì, dalla provincia, un incontro tra tutti i soggetti del comparto, presso l’istituto zooprofilattico di Modena.


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