in:

Un centinaio di fedeli musulmani si sono riuniti anche oggi in strada, a Sassuolo, per pregare. E’ la terza volta che accade in due giorni, dopo la chiusura da parte del Comune del centro culturale islamico El Huda, nel quartiere Braida.

Ieri erano circa trecento, oggi, giorno feriale, un centinaio. I musulmani del centro islamico El Huda non rinunciano alla preghiera nonostante il Comune di Sassuolo, venerdì scorso, abbia chiuso con un’ordinanza la loro sede, in via Circonvallazione, per motivi di inagibilità. Gli stranieri hanno rifiutato di trasferirsi temporaneamente in via Cavour, dove si trova un altro centro islamico “troppo piccolo per contenere tutti “ hanno detto. Unica soluzione individuata, per ora, il parcheggio adiacente via Circonvallazione. L’associazione, che utilizzava come sede un locale in affitto, ha proposto al comune due stabili in cui trasferirsi: uno si trova in via San Giacomo, nel quartiere Braida, l’altro in via San Giorgio, di fronte al Duomo. Entrambe le soluzioni sono state respinte. Proprio oggi, il Sindaco Pattuzzi ha incontrato una delegazione di cittadini del Braida, per ribadire che il capannone suggerito, in via San Giacomo resterà ad uso industriale, e non potrà essere trasformato in luogo di culto. Graziano Pattuzzi sottolinea comunque la disponibilità dei rappresentanti di El Huda a trovare una soluzione condivisa, e nel pieno rispetto delle regole, tanto che i tecnici del comune, assieme ad un collega scelto dai responsabili del centro islamico, stanno lavorando per arrivare al più presto ad un’alternativa percorribile, in base alle indicazioni fornite dall’amministrazione. Mercoledì è previsto il primo incontro tra le parti, al termine del quale potrebbe già essere deciso un luogo utile a trasferire il centro islamico.


Riproduzione riservata © 2016 TRC