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Dopo il varo, in Consiglio dei ministri, del “federalismo fiscale”; occhi puntati sui bilanci degli enti locali. E Modena è al top in Italia per scuola e assistenza.

Un comune virtuoso. L’indagine, pubblicata stamattina dal Sole 24ore sulle principali voci di spesa dei 102 comuni capoluogo italiani, promuove l’amministrazione modenese ai vertici nazionali per gli investimenti in istruzione e assistenza, due voci fondamentali per la qualità della vita dei cittadini. Numeri che assumono ancora maggior significato se confrontati con i costi per il funzionamento generale dell’ente locale, quello cioè che si spende per fare andare avanti la macchina amministrativa, dove Modena è, invece, al 98esimo posto. Questo significa che il Comune spende in servizi e prova a risparmiare sui costi fissi, la scelta più vantaggiosa per i contribuenti. Nello specifico, in rapporto al numero degli abitanti, nel 2007, i dati si riferiscono al bilancio consuntivo, l’amministrazione modenese ha speso 179 euro per le funzioni generali; 183 per l’istruzione, 367 in assistenza e 69 per la cultura. Investimenti che rapportati a quelli degli altri comuni capoluogo, collocano Modena al quinto posto in Italia in fatto di spesa per istruzione e assistenza e al ventesimo per cultura. In particolare, molto significativo è il dato sull’assistenza dove Modena è al primo posto se si escludono i comuni capoluogo di Regioni a statuto speciale, che notoriamente dispongono di maggiori risorse. Nella media, invece, il costo unitario per il personale 41.809 euro per dipendente con contratto a tempo indeterminato e il numero complessivo degli addetti, 101 ogni diecimila abitanti.


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