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Un no trasversale al disegno di legge sulla prostituzione del ministro Carfagna. Punisce le vittime, dicono le associazioni modenesi che si occupano di donne.

Il mondo dell’associazionismo modenese, laico e cattolico insieme, che si occupa di donne, di violenza alle donne, di disagio femminile, ha detto no al disegno di legge del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 11 settembre. Secondo l’associazione Casa delle donne contro la violenza, l’associazione Marta e Maria e il comitato zona Fiere-Modena, l’introduzione del reato di prostituzione in strada e in luoghi pubblici non solo non risolverebbe il problema ma finirebbe con il punire le vittime di sfruttatori senza scrupoli. Non risponderebbe alla richiesta di sicurezza, dicono le associazioni, perché rimarrebbe il via vai davanti agli appartamenti dove si eserciterebbe la prostituzione, ma soprattutto chiuderebbe dietro la porta le donne che avrebbero così meno opportunità di denunciare gli sfruttatori, meno opportunità di essere avvicinate da chi le vuole aiutarle. La prostituzione nascosta aumenterebbe il rischio di veder aumentare soprusi e reati ai danni di donne e minori. E proprio sui minorenni, le associazioni contestano anche la possibilità di rimpatrio immediato, visto che la normativa italiana tutela e protegge bambini e ragazzini arrivati in Italia, nel nome prevalente del superiore interesse del minore stesso.


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