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Un appello agli enti locali dal nuovo procuratore capo Vito Zincani, per far fronte alle drammatiche carenze di organico del comparto giustizia. E in cambio l’impegno, ad esempio, ad affrontare più celermente i processi per reati ambientali. Non solo: anche lotta alla criminalità organizzata, problema – dice – sottovalutato a Modena.

Ha fatto un primo punto sulla situazione della città e di tutta la provincia il nuovo procuratore capo di Modena, Vito Zincani. E per prima cosa ha sottolineato come sia rimasto favorevolmente colpito dalla mole di lavoro che i suoi collaboratori riescono a svolgere in un anno, solo per i processi ne vengono affrontati 1.500 a testa ogni dodici mesi. Ma questo, ha aggiunto, non basta, perché è solo con l’impegno massimo profuso che si raggiungono questi risultati, visti i problemi di carenza di organico e di mancanza di mezzi. Manca un sostituto procuratore all’appello, e presto diventeranno due con il trasferimento di Manfredi Luongo, attuale procuratore aggiunto. Con il personale amministrativo va anche peggio, ma da Roma, a Zincani, hanno detto che non solo la situazione non migliorerà, ma anche che entro fine anno ci sarà un ulteriore taglio del 10% nel comparto giustizia. Per questo il capo della procura ha fatto appello agli enti locali, ottenendo per altro rassicurazioni di massima collaborazione, perché tutti appoggino e sostengano il lavoro degli uffici della giustizia. In cambio Zincani ha assicurato uno sforzo e una riorganizzazione per affrontare meglio e più celermente i processi per i reati ambientali, ad esempio, e anche un’azione più incisiva nella lotta alla malavita organizzata. Questo problema, ha concluso il procuratore capo, a Modena è stato sottovalutato, ci sono infiltrazioni gravi che vanno combattute prima che diventino un radicamento nel territorio, molto più difficile da affrontare. Anche perché, non ci sono solo i casalesi.


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