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Fedeconsumatori lancia l’allarme acqua. Le tariffe del servizio idrico, nel modenese, in nove anni sono costantemente aumentate e il piano di Ato prevede incrementi graduali sino al 2024.

E adesso c’è anche l’oro trasparente. L’acqua. Bene prezioso, ma sempre più caro e destinato a costare sempre di più. E’ la denuncia di Federconsumatori, al termine della sesta indagine provinciale sulle tariffe del servizio idrico per le utenze domestiche. Il dato è inequivocabili, dal 2000 al 2008, una famiglia di 3 persone con un consumo di 200 metri cubi spende per l’acqua 115 euro in più, con un incremento del 65%. Addirittura del 106% a Formigine dove l’aumento è stato di 165 euro. Costi in linea con il resto della regione e dell’Italia, ma comunque in forte aumento e destinati a crescere costantemente sino al 2024. Almeno secondo il piano di Ato, il consorzio provinciale dei comuni che determina le tariffe. “Aumenti costanti anno dopo anno – spiega Federconsumatori – in cui oltre al consumo dell’acqua e al servizio, si prevede la totale remunerazione degli investimenti delle aziende”. Da qui la richiesta dell’associazione di potenziare le tariffe sociali, quelle scontate per chi ha redditi inferiori a 10mila euro, e di rivedere gli aumenti previsti, ricorrendo per gli investimenti alla fiscalità generale e, magari, riducendo il tasso di remunerazione, fissato dal Governo nel ’96, al 7%. Giudizio positivo, invece, di Federconsumatori sulla nuova legge regionale di trasformazioni degli Ato, in soggetti gestori, con il compito di definire le tariffe trasferito alla Regione. Tra le note positive evidenziate dall’indagine anche i cospicui investimenti sostenuti da Hera, Aimag e Sorgea che hanno effettivamente speso tutte le risorse loro destinate. In tre anni oltre 70 milioni.


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