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Latte cinese contaminato: "In Italia non c’è pericolo" dice Confcooperative. Servono però nuove regole.

I casi di latte cinese contaminato ripropongono il tema della sicurezza alimentare e delle garanzie per i consumatori. Confcooperative Modena torna quindi a chiedere una revisione delle disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, che, oltre a garantire i cittadini, valorizzerebbe gli sforzi e i sacrifici che già gli imprenditori agricoli italiani, cooperatori in particolare, si sobbarcano per il bene comune. Confcooperative ricorda anche che il latte cinese non arriva in Italia grazie alle cooperative agroalimentari italiane, che a suo tempo ne hanno impedito la commercializzazione.


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