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Presidii nelle scuole di tutta la provincia per dire no alla riforma del maestro unico. Domani, con l’avvio dell’anno scolastico, la Cgil lancia una grande mobilitazione.

Orario ridotto da 40 a 24 ore, senza la possibilità di seguire in modo personalizzato gli alunni in difficoltà o permettere ai più bravi di esprimersi al meglio. Un orario di lezione spalmato solo sulla mattinata, quando, a Modena, l’85% delle famiglie richiede il tempo pieno. C’è tutto questo, e altro ancora, nella protesta contro il ritorno al maestro unico che metterà in atto domani mattina la Cgil di Modena in occasione della riapertura delle scuole. Una mobilitazione imponente con presidii in tutte le scuole della provincia. I sindacalisti e i delegati distribuiranno a tutti i genitori che accompagneranno i figli a scuola volantini informativi per spiegare perchè dicono no al piano dei tagli alla scuola del ministro Gelmini, piano che verrà presentato ufficialmente martedì ai sindacati della scuola. Per la Cgil le conseguenze di questo provvedimento saranno deleterie per le famiglie e per la qualità didattica della scuola elementare italiana. Con la manifestazione di domani il sindacato scuola della Cgil vuole lanciare un segnale forte alle famiglie e agli insegnanti e invita gli organi collegiali, i genitori e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola a promuovere documenti e ordini del giorno contro il decreto legge del ministro Gelmini. Intanto fino al 22 settembre è possibile firmare la petizione promossa dal sindacato in difesa dell’istruzione pubblica. Sono già 3mila le adesioni raccolte. E’ possibile firmare nella sede del sindacato, in piazza Cittadella, o direttamente nelle scuole. E domani, davanti alle scuole di Modena, ci sarà anche Rifondazione comunista per bocciare – leggiamo nella nota del segretario provinciale Stefano Lugli – il grave attacco del Governo alla scuola pubblica.


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