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Sono giorni decisivi per migliaia di famiglie modenesi che stanno ricevendo dalle banche le lettere con la proposta – possibilità di rinegoziare i mutui a tasso variabile. Federconsumatori invita a valutare con attenzione prima di decidere.

Il caro – mutui non si arresta. A luglio, il Taeg, il tasso annuo effettivo globale, sui mutui per l’acquisto della prima casa ha superato il 6%, il dato più alto dal 2003. Un costo che pesa sui bilanci delle famiglie, in particolare quelle che hanno un finanziamento interamente a tasso variabile. E proprio a loro si rivolge la convenzione Abi-Mef, voluta dal Ministro Tremonti, per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile contratti per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale. In questi giorni, alle migliaia di famiglie modenesi interessate dal provvedimento, stanno arrivando le lettere delle banche che hanno aderito alla convenzione, 407 in Italia, tutte le principali di Modena, con la relativa proposta. I cittadini che hanno sottoscritto il mutuo prima del 29 maggio, hanno tre mesi per decidere, poi dal 1° gennaio scatterà la nuova rata. L’importo da pagare diventerà fisso, calcolato sulla media del 2006, quando il costo del denaro era decisamente più basso, mentre la differenza finirà in un conto accessorio, gravato da interessi passivi a carico del cliente, euris a 10 anni e spread massimo dello 0.5. In pratica, i cittadini pagheranno la differenza non versata oggi, più gli interessi passivi maturati, alla scadenza prevista del mutuo. “Per questo – spiega Ermanno Rossi di Federconsumatori – c’è la concreta possibilità aderendo a questa proposta di pagare complessivamente di più, con il vantaggio immediato, però, di ridurre subito la rata e di avere la certezza di quanto si deve ogni mese alla banca”. Alla luce di questo ragionamento, però, l’associazione invita a valutare con attenzione la proposta, in base al bilancio familiare e alle aspettative future di reddito. Per ridurre la rata del mutuo, infatti, ci sono sempre anche altre due possibilità: rinegoziare il finanziamento con la propria banca, variando la tipologia o allungando la durata, e avvalersi della “portabilità” introdotta dal decreto Bersani, che consente di trasferire il mutuo ad un’altra banca, con condizioni migliori, senza spese per il cliente. Di fronte a tante possibilità, per i modenesi alle prese con il caro – mutui non resta che valutare il maggior numero di proposte possibili, avvalendosi magari dell’aiuto di un’associazione di consumatori.


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