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Via libera al decreto attuativo per aumentare i poteri ai sindaci in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana. E’ stato deciso stamane alla conferenza stato-città, tra il ministro Maroni e i rappresentati dell’Associazione comuni italiani.

I primi cittadini italiani già da una settimana avevano in mano la bozza del decreto legge sull’attribuzione ai sindaci di maggiori poteri in tema di sicurezza. Del resto, erano stati proprio loro, i sindaci, a chiedere un’evoluzione in questa direzione della capacità di manovra a livello comunale. Stamattina a Roma l’incontro fra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i rappresentanti dell’Anci, che di fatto ha dato il via libera al decreto attuativo. Nel testo si parla di possibilità per i primi cittadini di intervenire per prevenire e contrastare situazioni di degrado urbano: saranno “ufficiali di Governo” che potranno adottare provvedimenti in tema di sfruttamento della prostituzione, accattonaggio con impiego di minori, vandalismi, violenza legata all’abuso di alcol, droga. “Un passo importante – ha commentato il sindaco di Modena Giorgio Pighi – chiesto da noi, Modena e Piacenza in primis, ma che dovrà poi diventare disegno di legge, soprattutto per uniformare, ferme le diversità tra i vari territori, i provvedimenti, per evitare soluzioni troppo fantasiose”. Lo Stato, ha annunciato Maroni, stanzierà a settembre cento milioni di euro a favore dei comuni in tema di sicurezza. Ma certo non basta, aggiunge Pighi: “le spese relative alla sicurezza che sosterranno i comuni dovranno essere stralciate dal patto di stabilità, o chi investe in questo settore si troverà penalizzato, con il rischio di paralisi”. E ancora, dice il sindaco: “Sia ben chiaro che questa non può essere una risposta alternativa alla necessità di stanziare risorse per le forze dell’ordine, ora più che mai necessarie: comuni e polizia municipale non devono e non possono sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri, come non possono farlo nemmeno i militari dell’esercito”.


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