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Conto alla rovescia per l’arrivo dei militari dell’esercito al Centro di identificazione ed espulsione, ex Cpt. Dall’11 agosto il controllo della struttura sarà tutto in mano loro. Domani un incontro in prefettura.

Anche se non ci sono ancora conferme ufficiali, a Modena tutti aspettano l’arrivo dei soldati al Cpt per lunedì 11 agosto, alle 8 del mattino. 40 militari dell’esercito che sostituiranno completamente polizia, carabinieri e finanzieri nel controllo della struttura. Dovranno presidiare ingressi e il perimetro di quello che ora si chiama Centro di identificazione ed espulsione. Non solo, saranno loro a dover intervenire all’interno, dove sono alloggiati gli stranieri, in tutti i momenti in cui il servizio lo richiederà. Perché ci saranno presenti solo loro, ed eventuali pattuglie esterne dovranno avere il tempo di arrivare su eventuali emergenze. A turno, durante giorno e notte, sarà presente un solo agente, o carabiniere o finanziere, per far fronte ad eventuali interventi di polizia giudiziaria, che l’incarico assegnato ai soldati non prevede, quali la necessità di denunciare, per i motivi più vari, una delle persone presenti. Domani summit in prefettura fra tutti gli attori coinvolti, per fare il punto e apportare gli ultimi ritocchi. Fra poco, quindi, anche se forse all’inizio ci sarà ancora qualche appartenente delle forze dell’ordine in affiancamento, sarà possibile destinare molti più agenti e carabinieri al controllo del territorio. In questura già si parla di aumentare il personale delle volanti, per avere più pattuglie in strada, in auto, a piedi o moto che sia, ma anche di inviare qualche poliziotto in più almeno al commissariato di Mirandola, già da tempo in forte difficoltà. Più pattuglie, probabilmente concentrare in città, sono previste anche per l’arma dei carabinieri, concedendo in questo modo a Modena tutto il controllo necessario. Almeno per un anno, il provvedimento infatti parla di uso dei militari per 6 mesi, rinnovabile al massimo per altri sei. Poi si vedrà. E soddisfatto della decisione di mandare a Modena 40 soldati, invece dei 30 inizialmente previsti, Mauro Manfredini, consigliere regionale della Lega nord, che spiega di aver insistito con il ministero degli Interni sulla necessità di liberare più agenti possibili, proprio per poter rinforzare anche i commissariati.


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