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In vista del referendum del prossimo 28 settembre, a Carpi si è costituito il Comitato per il No. Obiettivo: invitare i cittadini a non bloccare la vendita di azioni Aimag decisa dal comune, ma soprattutto spiegare perché è così importante che l’azienda trovi un partner industriale forte.

Battaglia su Aimag. Il 28 settembre, tutti i cittadini di Carpi maggiori di sedici anni, potranno partecipare al referendum, promosso in particolare da Rifondazione comunista, per chiedere l’abrogazione della delibera 125, con cui il consiglio comunale ha approvato la vendita del 25% di azioni dell’azienda di servizi, stabilendo altresì che il 60% di Aimag debba comunque restare in mano pubblica. Nell’era delle grandi fusioni tra multiutility, Aimag rappresenta una storia a parte, ma forse proprio per questo 3000 carpigiani hanno firmato per chiedere il referendum contro la decisione dell’amministrazione che apre all’ingresso di un partner privato. Ragioni più politiche che economiche, fosse anche solo perché il referendum costerà 135 mila euro all’amministrazione, ma evidentemente capaci di fare breccia. E proprio per controbattere all’idea che gestire i servizi ambientali in proprio è vantaggioso, è nato il Comitato per il No che da oggi sino a fine settembre proverà a spiegare ai carpigiani, perché è importante rafforzare Aimag con l’ingresso in società di un partner privato. Tra gli aderenti al comitato per il No anche i rappresentanti di numerose forze politiche tra cui, oltre al Pd, Verdi, Italia dei valori e Udeur.


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