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Netta contrarietà anche a Modena, dove è stimata la presenza di almeno 10 mila lavoratori atipici, alla cosiddetta norma “anti precari” in discussione in Senato. Se approvata, porterà al decadimento dell’obbligo del reintegro.

“La norma anti-precari? È una legge che incide solo su un gruppo di persone e che, come tale, presenta aspetti opinabili anche sul piano della costituzionalità”. Claudio Argilli, segretario provinciale di Nidil Cgil, il sindacato di riferimento per i lavoratori atipici, si oppone con decisione alla misura introdotta nella manovra al vaglio al Senato che abolisce l’obbligo del reintegro per legge. Il provvedimento riguarda quei precari che hanno intentato causa al proprio datore di lavoro. Se passerà la nuova norma, il giudice non potrà più imporre la stabilizzazione del rapporto, con la riammissione del lavoratore a tempo indeterminato, ma dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità. La misura ha suscitato una valanga di reazioni indignate, dai sindacati all’opposizione; per molti potrebbe diventare un condanna al precariato a vita per il lavoratore e, al contempo, trasformarsi in una sanatoria per le imprese maggiormente invischiate in cause con ex dipendenti. “E’ anticostituzionale e discriminatoria. Sancirà di fatto la distinzione tra lavoratori di serie A e di serie B” conclude Argilli.


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