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Dopo mesi di esami sulle pietre che rivestono la Ghirlandina, tutto è pronto per il restauro vero e proprio. A metà agosto il bando per appaltare i lavori, e a novembre, via al “lifting” del monumento simbolo di Modena.

Sono stati mesi di prove ed esami per la Ghirlandina. Sotto la lente di ingrandimento degli esperti, il materiale di cui è composta, quello che si è depositato sul rivestimento negli anni, e le resine utilizzate nei precedenti interventi di restauro. Obiettivo, individuare sostanze e metodi più idonei a restituire al monumento un po’ della sua perduta giovinezza. Al termine dei test, il Comitato scientifico ha deciso di intervenire solo ove necessario, per evitare il rischio di caduta di frammenti e permettere la conservazione delle pietre, senza quindi cancellare del tutto quanto fatto in passato. Nel rispetto dell’ambiente, verranno utilizzati prodotti a base di acqua e, dove non possibile, sostanze a minima tossicità. Stabilito come intervenire e cosa utilizzare si dovrà passare all’azione. Il bando per appaltare i lavori di restauro sarà pubblicato entro metà agosto, per avviare il cantiere a inizio di ottobre. Il progetto rientra nella tutela del Sito Unesco che comprende il Duomo e Piazza Grande, ed è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.


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