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Carpi ha ricordato il suo campione Dorando Pietri in mondovisione. Scoperto il monumento a lui dedicato. Ai piedi della statua tra campioni olimpici italiani hanno lasciato le loro impronte

E’ caduto e ha saputo rialzarsi. Dorando Pietri, eroe moderno, emblema di uno sport pulito, fatto di sacrificio, fatica e impegno. Oggi, nel centenario della Maratona di Londra del 24 luglio 1908, Carpi ha ricordato il grande campione nato a Mandrio di Correggio, ma cresciuto nella città dei Pio, protagonista di una delle imprese simbolo della memoria dello sport mondiale. Quella vittoria, non vittoria, di Londra. In mattinata, in successione, al Castello dei Pio l’inaugurazione della mostra “Dorando Pietri tra mito e realtà”. E’ qui che, per un momento, accanto alla coppa d’argento dono della regina Alessandra, un rappresentante della maratona di New York ha mostrato la medaglia d’oro, quella del vero vincitore di Londra Johnny Hayes, quello stesso Hayes che Dorando Pietri sfidò e sconfisse, pochi mesi dopo, a New York, riprendendosi una rivincita che confermò, per due volte successive, ogni qual volta, per un pubblico entusiasta, venne riproposto quello storico confronto. Poi l’inaugurazione di una strada dedicata alla Maratona di Londra: ha finalmente un nome glorioso quella via che collega il piazzale delle piscine alla sede della Polisportiva Dorando Pietri. A tagliare il nastro un altro atleta carpigiano, rientrato dopo una lunga malattia, Lorenzo Benatti, recentissimo campione italiano dei 100 farfalla di nuoto. E poi, a mezzogiorno, sotto un sole a picco, lo scoprimento del monumento sulla rotonda di via Ugo da Carpi. Al monumento, un Dorando che corre nudo, con un drappo rosso attorno ai fianchi, verrà incastonata anche una parte realizzata sul momento. Tre grandi campioni olimpici italiani Livio Berruti, Roma 1960, Sara Simeoni, Mosca 1980, Gelindo Bordin, Seul 1988, hanno lasciato nel cemento fresco l’impronta dalla loro mano, come accade nella più celebre hall of fame hollywoodiana. L’impronta di tre atleti medaglia d’oro accanto alla statua alla memoria dell’uomo divenuto grande per la sua sconfitta. L’intera cerimonia è stata seguita in diretta in Italia e in mondovisione da Londra, dove alle 14.33, alcuni atleti hanno ripercorso le orme di Dorando Pietri dal castello di Windsor allo stadio cittadino.


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