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Sindacati, associazioni socio – culturali e parlamentari del Pd hanno incontrato stamattina il Prefetto di Modena. A lei hanno consegnato un documento da inoltrare al Ministro Maroni per chiedere di non prendere le impronte digitali ai bambini rom.

“Nessun bambino è straniero”. Inizia così il documento consegnato stamattina al Prefetto Giuseppina Di Rosa per chiedere al Ministro Maroni di non prendere le impronte digitali ai piccoli rom. Al deputato del Pd, Ivano Miglioli, ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e delle associaizoni Arci, Auser, Porta aperta, Caritas, Acli e Azione cattolica, del Forum del terzo settore e del Consorzio solidarietà sociale; il Prefetto ha detto che a Modena non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale dal Ministero e che pertanto nessuno sta prendendo le impronte ai rom. Associazioni e sindacati hanno ribadito la contrarietà al provvedimento che – hanno detto – viola ogni diritto di uguaglianza tra le persone ed è un atto grave sia perché introduce discriminazioni razziali sia perché ogni bambino merita attenzione e tutela indipendentemente dalle sue origini. Contestualmente il Pd ha presentato una risoluzione parlamentare per chiedere al Governo di varare un piano contro l’abbandono scolastico dei piccoli rom, ma senza prendere le impronte. Fare senza discriminare, anche se l’Arci, nella sua campagna pubblica contro il decreto Maroni, sta toccando con mano quanto siano forti paura e pregiudizio nei confronti di sinti e rom. "Per questo – spiega il presidente provinciale Greta Barbolini – è così importante dialogare con quante più persone possibile per far loro capire quanto spesso paura e pregiudizio condizionino le opinioni".


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