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Parte la fase due del vaccino italiano per l’Hiv e Modena, tra Policlinico, Asl e Università, coordinerà, assieme all’Istituto superiore di sanità, il progetto e i nove ospedali coinvolti.

Il 2 settembre cominceranno i prelievi per la selezione delle persone affette da Hiv che, in base al protocollo, potranno partecipare alla fase due della sperimentazione del vaccino italiano, ideato dal gruppo della dottoressa Ensoli. La prima fase, sulla tossicità della proteina Tat che viene iniettata, ha dato i risultati sperati. Ora si verificherà se, come sembra, il composto riesce a far produrre anticorpi.La fase due durerà 12 mesi, dopo 3-4 anni, in base ai risultati, si potrà cominciare a parlare di fase tre, quella finale, per confermare che si tratta di un vero vaccino, e anche per capirne l’eventuale uso terapeutico. Ma per arrivare a pensare a un possibile siero da iniettare a tutti, come per l’Epatite B, ad esempio, ci vorranno almeno 10-12 anni. Nel frattempo la prevenzione resta l’unica strada per evitare la malattia, che continua la sua costante diffusione: nel 2007 sono stati registrati nel modenese 10 nuovi casi, e ci sono stati 7 decessi. Le terapie, sempre più perfezionate, non garantiscono una cura ma solo un controllo del virus, con una qualità della vita non delle migliori. La trasmissione eterosessuale rappresenta il 64% delle infezioni, il 40% di chi contrae il virus è straniero. Per questo l’osservatorio provinciale consiglia sempre rapporti sessuali protetti dal preservativo.


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