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Tempo pieno a rischio alle elementari e ritorno al maestro unico come negli anni ’50. Classi sovraffollate, meno ore di lezione alle superiori e precari che non solo non entreranno in ruolo, ma potrebbero restare a casa. La Cgil lancia l’allarme scuola, di ogni grado, a causa dei tagli previsti dal governo.

Classi con 30, 35 alunni o studenti, ore di lezione in meno anche alle medie e alle superiori, fine del tempo pieno alle elementari e ritorno al maestro unico, servizi per i bambini che rischiano di ricadere sui comuni che non potranno probabilmente farvi fronte se non a pagamento. Però non si paga più l’Ici prima casa. E ancora: futuro incerto per i lavoratori precari del settore. Con tutto questo la qualità dell’istruzione in Italia, fino all’università che potrebbe diventare ancora più cara, non potrà che risentirne, dice la Cgil. Il sindacato lancia da subito la mobilitazione, chiamando a raccolta iscritti e insegnanti e annunciando dura battaglia contro i tagli previsti dal governo nel settore scuola, e rivolge anche un appello a sindaci ed enti locali. Perché, dice la Cgil, questo non è un programma di riforma, ma solo tagli.


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