in:

Il Comune più virtuoso. Un’indagine, pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, sull’indebitamento delle pubbliche amministrazioni, promuove Modena. Frieri: "Frutto del lavoro dell’amministrazione".

Roma, 6 miliardi 564 milioni di debito. Capitale d’Italia anche per l’indebitamento del Comune. Numeri che, dopo l’addio al Campidoglio di Veltroni, hanno scatenato un putiferio politico. Così il Sole 24 Ore, nell’inchiesta pubblicata stamattina, ha analizzato i bilanci consuntivi 2006 di tutti i comuni capoluogo e Modena è risultato essere il più virtuoso. Per i cittadini, alle prese con il carovita e le rate dei mutui, non cambia moltissimo, ma almeno possono essere tranquilli che non c’è il rischio di aumenti improvvisi di tasse comunali per ripianare il debito pubblico. Ogni modenese, certifica stamattina il Sole 24 Ore, ha 216 euro di debito pubblico. Meno ne hanno solo i nisseni, gli abitanti di Caltanisetta, a quota 54. Cifre totalmente diverse dai 3316 euro dei torinesi. Con il capoluogo del Piemonte davanti a Milano, Roma, Siena e Genova, tutti sopra quota duemila euro. Modena seconda dietro Caltanisetta anche nel rapporto tra debito e entrate, al 14.3%, contro il 141 di Genova. E questo nonostante in termini assoluti, con 39 milioni di debito, il Comune sia solo al ventesimo posto della graduatoria dei meno indebitati. Roma, con i suoi 6 miliardi, Milano, a tre e mezzo, e Torino che sfiora i tre, sono invece le municipalità più indebitate. E a conferma che non si tratta di un caso, c’è il primato assoluto di Modena tra i Comuni che nell’ultimo decennio hanno più ridotto il debito pubblico, calato del 65%, quando la media nazionale parla di un aumento del 31.7 e ci sono realtà come Messina e Lecce dove l’incremento è stato superiore al 1000%.  Dati, quelli del Sole 24 Ore, che certificano il buon lavoro svolto in questi anni dall’Amministrazione, per garantire la solidità finanziaria del Comune. “E’ la conferma –  commenta l’assessore al bilancio, Francesco Frieri – che le politiche attuate danno buoni frutti e in previsione c’è un’ulteriore riduzione del debito, aumentando le entrate per provvedere ai servizi senza ricorrere all’inasprimento di tasse e tariffe”. Frieri sottolinea poi come, nonostante il rigore finanziario, in questi anni Modena sia riuscita a mantenere alto il livello degli investimenti, generando comunque crescita.  


Riproduzione riservata © 2016 TRC