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Darsi fuoco per disperazione, e negare a sé stesse le radici di questo dramma. E’ il vissuto di molte donne Afghane, raccontato da due giovani registe, in questi giorni a Modena

Costrette a subire violenza dai familiari, a sposare uomini anziani da bambine, ad annichilirsi per sopravvivere. Molte non ce la fanno, e come massima espressione del loro dolore, si danno fuoco, cancellando per sempre, con un gesto autolesionistico, il loro volto, la loro identità, quella bellezza nascosta agli occhi di tutti. Se sopravvivono, non parlano dell’esperienza subita, o lo fanno solo dopo aver superato enormi difficoltà. come dimostra il documentario girato in 8 mesi dalle due giovani cineaste afghane Alka e Roya Sadat nell’ospedale di Herat. Le due registe sono a Modena per presentare il filmato. Domani sera alle 20.30 saranno in via Wiligelmo, alla Casa delle culture…Alle donne ricoverate viene detto che, se denunceranno l’accaduto, verranno condannate a morte, o addirittura uccise con un’iniezione letaleLe cineaste hanno conquistato con grande fatica la fiducia delle loro interlocutrici, ma ne è valsa la pena. Attraverso il documentario, molte altre donne afghane, e non solo, hanno acquisito consapevolezza, e forza.


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