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Infrastrutture e federalismo, le priorità di Pietro Ferrari, nuovo presidente di Confindustria Modena. L’elezione, con il 94% dei consensi, è avvenuta nel corso dell’assemblea generale che si è svolta oggi pomeriggio al Forum Monzani.

Dopo la battaglia, nell’inusuale corsa a quattro per la successione a Vittorio Fini alla guida di Confindustria Modena; per il neo presidente Pietro Ferrari è stato il giorno del trionfo, con l’Assemblea generale che ne ha ratificato la nomina con il 94% dei consensi. Un voto che ha chiuso ogni discussione su possibili conflitti interni all’associazione, con l’attenzione generale immediatamente trasferita al nuovo programma di governo per Modena e per l’Italia, con la presenza al Forum Monzani anche della presidente nazionale Emma Marcegaglia. Incassati i complimenti di Vittorio Fini, che ha assicurato di non volersi dare alla politica, Pietro Ferrari non ha perso tempo e senza tanti preamboli, ad ospiti ed associati, ha spiegato le linee guida che caratterizzeranno il suo mandato. Priorità, ovviamente, alla crescita dell’economia modenese, capace di primeggiare in regione nell’export e di garantire un livello di redditi più vicini alla Baviera che al resto d’Italia. “Ma per competere e continuare ad essere protagonisti della globalizzazione – ha detto Ferrari – bisogna colmare il deficit d’infrastrutture, partendo dalla Bretella Campogalliano-Sassuolo e concentrandosi sulle piattaforme logistiche a cominciare dallo scalo merci di Marzaglia, senza dimenticare la futura Cispadana”. Poi, il presidente ha rivolto un appello alla politica perché acceleri sulla via del federalismo. “L’Emilia Romagna oggi contribuisce con 7 miliardi di euro al Paese, ma ha bisogno di più risorse per continuare ad essere la locomotiva d’Italia.


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