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Parte la fase due della sperimentazione del vaccino anti aids messo a punto dall’istituto superiore della sanità. Anche il Policlinico fra i centri che hanno aderito.

E’ notizia di oggi: parte a giorni la seconda parte della sperimentazione del vaccino contro l’aids messo a punto dal gruppo di ricercatori che fanno capo alla biologa Barbara Ensoli. Viene quindi rispettata la scadenza di fine giugno, prevista dall’Istituto superiore della sanità, con nove centri pronti, fra cui il Policlinico di Modena, che hanno già confermato il via libera. Superata la prima fase della sperimentazione, limitata a pochissimi pazienti per verificare che il vaccino noto come Anti Tat non fosse tossico, ora si parte alla somministrazione ad un numero elevato di pazienti, per testare la risposta immunitaria, valutare tempi e dosaggi. In realtà, allo stato attuale si tratta più di una terapia che rallenta e riduce sensibilmente gli effetti della malattia che non un vero vaccino preventivo, in grado cioè di immunizzare al virus. Già nella fase due, da cui ci si sta preparando già da un anno e mezzo, verranno sperimentate azioni di prevenzione, ma sarà soprattutto la fase tre a stabilire, alla fine, se si tratta di una nuova, se pur efficace, cura, come tale appare adesso secondo molti esperti, o se potrà diventare un vero vaccino. I tempi sono ancora lunghi, e i costi elevati – si parla di 100 milioni di euro per la sperimentazione complessiva – e fino ad ora i finanziamenti si fermano alla fase due. E questa partirà. Molti fra gli ospedali coinvolti si stanno attrezzando con anche numeri di telefono dedicati, ma per ora il Policlinico non vuole assolutamente parlare della vicenda.


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