in:

La giustizia modenese è allo sfascio, e non solo perché di tanto in tanto cadono pezzi d’intonaco dal palazzo del tribunale. E’ allarme dei sindacati per il personale amministrativo, ormai ridotto all’osso, con il rischio di arrivare alla paralisi. Per non parlare della necessità di un adeguamento tecnologico.

Un tempo c’erano gli scriba, uomini che a mano vergavano pagine su pagine di immensi libroni per tramandare dati e conoscenze. In realtà ci sono ancora: lavorano negli uffici giudiziari, e con la penna segnano l’arrivo di reperti di indagini, date dei processi, registrazioni varie. Perché l’adeguamento tecnologico per la giustizia è un sogno ancora da realizzare: manca la posta elettronica, il passaggio dei dati in rete, il collegamento telematico fra uffici, computer, fax e stampanti sono vecchi e inadeguati, quando non manca la carta. E’ uno degli allarmi che lanciano i sindacati della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil e Unsa sul lavoro negli uffici giudiziari modenesi, e non è nemmeno il più grave. Infatti, oltre a mancare la formazione del personale, oltre al fatto che ci sono ruoli scoperti, la carenza d’organico è tale da rischiare il collasso. Su 93 addetti amministrativi previsti per il tribunale ce ne sono attualmente 55, sui 45 destinati alla procura ce ne sono 36, sui 12 per i giudici di pace ce ne sono 8. In regione – dicono i sindacati – Modena è la seconda provincia per contenziosi, cioè mole di lavoro, l’ultima per numero di addetti. Quegli addetti che accompagnano i magistrati in tutte le fasi di un procedimento giudiziario. A Sassuolo su 6 dipendenti previsti non ce n’è nemmeno uno, e si tampona come si può. Difficile avere una giustizia veloce ed efficace, la certezza della pena, in queste condizioni, dicono i sindacati. Dello stesso parere anche il presidente del tribunale, dottor Mauro Lugli, che parla di situazione gravissima e di problema politico. "Bisogna decidere se si vuol far funzionare o no la giustizia", ha detto Lugli.


Riproduzione riservata © 2016 TRC