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Sono oltre 7mila i pazienti, da fuori regione, che ogni anno arrivano al Policlinico di Modena per farsi curare. Per agevolare gli ammalati e i loro familiari sarà ora realizzata nel parco dell’ospedale, una casa di accoglienza.

La malattia fa paura, arriva improvvisa e cambia la vita, di chi soffre, ma anche dei suoi familiari. E ancora peggiore è la condizione di chi per guarire deve lasciare la propria città e rivolgersi a strutture ospedaliere lontane. Tra queste c’è molto spesso il Policlinico di Modena, che ogni anno accoglie oltre 11mila pazienti da fuori provincia e più di 7mila arrivano addirittura da un’altra Regione. Per loro, in particolare, ma anche a chi risiede nei comuni più lontani del modenese, Comune, Fondazione Cassa di risparmio di Modena e Azienda ospedaliero-universitaria, realizzeranno, con un investimento di 820mila euro, la casa dell’accoglienza. Una struttura, situata nel parco del Policlinico dove oggi c’è il circolo ricreativo Arci dei dipendenti, dove i famigliari dei pazienti ricoverati ma anche gli ammalati che devono fermarsi in città per cure post-ricovero e controlli, potranno alloggiare. 8 appartamenti in tutto, in grado di accogliere sino a 15 persone, anche disabili, che saranno pronti tra un anno e mezzo. La nuova struttura sarà rivolta prioritariamente a famigliari di pazienti ricoverati nei reparti di pediatria, oncologia, chirurgia della mano e in attesa di trapianto, i settori maggiormente interessati dalla mobilità sanitaria. Viaggi della speranza che, secondo il direttore del Policlinico, Stefano Cencetti, dimostrano l’eccellenza dell’ospedale modenese e non rappresentano un costo aggiuntivo per l’offerta sanitaria.


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