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Termineranno in agosto i lavori di recupero del Complesso San Geminiano, che dal prossimo anno ospiterà la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Modena. Stamattina in un sopralluogo è stato fatto il punto della situazione dell’opera.

1175, la famiglia Bellincini, secondo le memorie del Tiraboschi, inizia la costruzione dell’imponente immobile, poi diventato Ospedale dei poveri di San Geminiano nel corso della funesta pestilenza del 1348. E proprio al 1175, si fanno risalire anche le prime lezioni di legge di quella che diventerà l’Università di Modena. A distanza di 833 anni, il Complesso di San Geminiano e la facoltà di giurisprudenza si incontrano e con il prossimo anno accademico, 2.300 studenti e 50 insegnanti potranno finalmente disporre di una sede consona. Nei 10mila metri quadrati del Complesso, sono state ricavate 18 aule, laboratori, spazi per gli studenti e la facoltà. Un recupero iniziato nel 2003 e che si conclude con due anni di ritardo, imputabili al fallimento di una delle ditte interessate, ma soprattutto alla complessità dei lavori, nel corso dei quali è stato anche rinvenuto un canale sotterraneo non censito nelle mappe. Adesso, però, mancano solo gli arredi, già finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio che, insieme al Miur e al Provveditorato delle opere pubbliche, si è accollata la gran parte dei quasi 18 milioni di costo del recupero. E non è finita qui, presto inizieranno i lavori per realizzare in San Paolo la biblioteca della facoltà e l’intera zona di via Saragozza inizierà una nuova vita grazie agli studenti universitari.


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