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Condannato all’ergastolo il super ricercato Raffaele Diana, considerato il capoclan dei casalesi in carica a Modena. La sentenza arriva da Napoli, dove si è tenuto oggi il processo Spartacus. Diana, rinchiuso ed evaso dal carcere di Sant’Anna nel 2004, non ha mai smesso di gestire gli affari modenesi. Qualche mese fa è stato accusato dalla Dda di Bologna di essere il mandante dell’aggressione all’imprenditore edile di Castelfranco Giuseppe Pagano. Gli esecutori dell’agguato andranno a processo tra una settimana…

Condannato all’ergastolo con un anno e mezzo di isolamento Raffaele Diana, per crimini che vanno dall’associazione a delinquere di stampo camorristico, all’omicidio. La sentenza arriva da Napoli, dove oggi si è tenuto il secondo grado del processo Spartacus. Peccato che del boss, uno dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia, non si abbiano più notizie da quando, nell’aprile del 2004, si prese un permesso di 3 giorni dal carcere di Sant’Anna, a Modena, senza farvi più ritorno. “Rafilotto”, come lo chiamano gli affiliati casalesi, si era trasferito con la famiglia a Bastiglia negli anni ’90. Nel 2005, dopo l’arresto a Tropea del capoclan modenese dell’epoca Giuseppe Caterino, ha ereditato lo scettro del controllo sul nostro territorio. L’assenza non gli ha impedito, fin’ora, di gestire gli affari emiliani. Una rete fatta, secondo le indagini dei carabinieri, di taglieggiamenti agli imprenditori edili di origini campane. E’ stato lui, sempre in base a quanto stabilito dagli inquirenti, a ordinare al nipote Enrico Diana, a Rodolfo Spatarella, Claudio Virgilio e Antonio Noviello di gambizzare Giuseppe Pagano, imprenditore edile di Castelfranco, nel maggio 2007. La colpa di Pagano, aver testimoniato contro “Rafilotto”ad un processo. I 4 esecutori, in trasferta dalla Campania, furono subito ammanettati. I presunti mandanti, e loro collaboratori, sono stati arrestati invece nell’aprile del 2008, su ordine della Dda di Bologna. Tutti tranne Raffaele Diana. Tra gli altri ci sono il fratello del boss Mario Diana, il genero Enzo Abatiello e il nipote, Nicola Natale, tutti residenti a San Cipriano D’Aversa. Natale è accusato di aver organizzato l’agguato e reclutato gli esecutori. Gli altri 5, tra cui Luigi Noviello, 35 anni, residente a Castelfranco, di essersi occupati del sopralluogo, e aver ospitato le 4 persone che hanno poi sparato. I 4 esecutori, considerati affilliati alla camorra, andranno a processo il 26 giugno, a Bologna, in rito abbreviato.


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