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La Regione chiede lo stato di emergenza nazionale per le zone colpite dal maltempo dei giorni scorsi e fondi per interventi strutturali nel modenese. E’ quanto emerso questa mattina in un incontro con la Provincia. Intanto, dall’osservatorio meteorologico parlano di clima monsonico.

Dito puntato contro torrenti, canali e rete fognaria, ovvero il sistema idraulico minore, responsabile delle esondazioni che hanno danneggiato la zona pedecollinare modenese la notte del 14 giugno. Su questo si dovrà intervenire a livello strutturale, con fondi ad hoc – 2 milioni di euro – che la Regione Emilia Romagna chiederà allo Stato, assieme alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. E’ quanto emerso questa mattina in Provincia, nell’incontro tenuto con sindaci e assessori dei comuni principalmente colpiti dal maltempo dello scorso week end. Presente anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Marioluigi Bruschini, reduce da un sopralluogo nelle zone a rischio. La situazione sta tornando alla normalità quasi dappertutto. A Palaveggia di Polinago, tre famiglie isolate da una frana, possono accedere alla strada principale grazie ad una pista realizzata dal Comune. Andrà ancora meglio nei prossimi giorni quando arriveranno sole e caldo, fa sapere l’osservatorio dell’Università di Modena, e la colonnina supererà i 32 gradi, invertendo una tendenza alle precipitazioni frequenti e abbondanti innescatasi ormai un mese fa. Negli ultimi 31 giorni sono caduti 264 millimetri di pioggia, e le temperature sono scese fino a 12 gradi. Niente di eccezionale, chiosano gli esperti, ma tutti questi fattori sommati ci avvicinano ai climi monsonici. Per intenderci, la stagione delle piogge che si verifica alle latitudini tropicali.


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