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Sicurezza sul lavoro, emergenza continua. Dopo la morte di ieri dell’operaio 47enne di Rovigo, travolto sull’A1 mentre si apprestava ad un intervento di manutenzione delle siepi laterali; oggi un muratore 29enne è rimasto ferito dopo una caduta dall’alto . E se i numeri dicono che gli infortuni nel modenese sono in calo, i sindacati chiedono più controlli.

Anche oggi registriamo un infortunio sul lavoro, fortunatamente dalle conseguenze non gravi. Un muratore di 29 anni, questa mattina, è caduto nella tromba delle scale dell’edificio in cui stava operando, facendo un volo di 4 metri, e riportando un trauma cranico. E’ accaduto in via Camatta, nel cantiere per la ristrutturazione del Complesso di san Geminiano, che dovrà ospitare la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’Ateneo, pur sottolineando la mancanza di responsabilità nell’accaduto, si dice turbato, e torna a sollevare la questione della sicurezza sul lavoro. Un tema già in primo piano in città, dopo l’infortunio in A1 di ieri, in cui è rimasto ucciso un addetto alla manutenzione siepi. I numeri degli infortuni, però, sono in calo, ma la realtà resta preoccupante. In tema di sicurezza sul lavoro il dibattito è aperto, anche a Modena. L’introduzione del testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, varato con il decreto legislativo dello scorso 9 aprile, è solo il primo passo di un percorso che dovrebbe portare all’obiettivo finale di una maggiore sicurezza. I dati dicono che a Modena, nel 2006, gli incidenti sul lavoro sono stati oltre 22mila, con una riduzione del 14,1 per cento di gran lunga superiore a quella regionale e nazionale; 48 sono stati, invece, quelli mortali effettivamente accaduti sui luoghi di lavoro. Sul tema delle morti bianche è intervenuto anche l’assessore provinciale al Lavoro, Gianni Cavicchioli, che ha sottolineato come “manchi una vera attenzione generale, sociale e mediatica sul tema della sicurezza, che continua ad essere affrontata solo in casi eccezionali. La percezione – ha aggiunto – è minima ad ogni livello, a partire dai lavoratori, ma anche da parte delle imprese e delle loro rappresentanze”. Il segretario generale Uil di Modena, Luigi Tollari, sottolinea come il “Governo debba dotare gli ispettori di mezzi e supporti adeguati, usando ancor più carabinieri e polizia per verificare e costringere gli imprenditori ad adottare tutte le misure di sicurezza previste dalla legislazione”. Il coordinatore regionale di Sinistra democratica, il modenese Mezzetti, critica invece duramente l’intenzione del Ministro Sacconi di smantellare le norme per la sicurezza, introdotte dal Governo Prodi.  


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