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Bocciato da un intero territorio, lo stoccaggio sotterraneo di Rivara ha provocato una profonda spaccatura nel centrodestra. Le posizioni discordanti sono emerse nel corso del convegno organizzato dai Popolari Liberali, alla presenza dei vertici di Independent.

Nel 2006, a Massa Finalese, presentarono per la prima volta in pubblico il loro progetto di deposito di stoccaggio gas nel sottosuolo di Rivara. Ieri, a distanza di quasi 2 anni, i vertici di Independent sono tornati nella Bassa per illustrare un progetto tutto nuovo. Lo hanno fatto nell’ambito del convegno organizzato a Mirandola dai Popolari Liberali. Forti degli studi effettuati dall’Istituto nazionale di geofisica per conto di Igm, la cui conclusione è che l’area risulta idonea ad uno stoccaggio poiché non sono emersi indizi di presenza di vie di fuga dalla roccia di copertura, i manager della multinazionale inglese hanno parlato di un’opera sicura. Precisando che sono in corso ulteriori analisi per azzerare le criticità. Igm si è quindi detta pronta a chiedere una nuova Via, la valutazione d’impatto ambientale, alla quale seguiranno due anni di verifiche nel sottosuolo. Solo a quel punto, se non saranno stati evidenziati particolari problemi, il progetto di maxi deposito potrà andare avanti. La pensa così anche il senatore modenese Carlo Giovanardi, che ha sottolineato come il futuro del paese dipenda dalle decisioni sulle politiche energetiche.Una posizione, quella dei Popolari Liberali, che ha provocato una spaccatura nel centrodestra. Manfredini della Lega Nord ha parlato di grave incidente politico, mentre giusto ieri, in consiglio provinciale, Forza Italia, An e Lega avevano ribadito ufficialmente la contrarietà al progetto. Sempre più compatto, dunque, il fronte del no al deposito. Una contrarietà manifestata sia fuori dalla sede del convegno, con l’occupazione pacifica della piazza da parte dei comitati, che dentro il castello con la bocciatura confermata della Regione."Giovanardi non ci tradire" recitava uno degli striscioni esposti dai comitati fuori dal castello dei Pico. Una protesta silenziosa, un lungo corteo che ha attraversato la piazza. Centinaia di persone in rappresentanza di un intero territorio che, passando dai cittadini per arrivare alle istituzioni, dice no ad un deposito mai voluto. I comitati di cittadini non hanno preso parte al convegno, aperto dal sindaco di Mirandola Costi, che ha confermato come non ci siano le ragioni, se non per un’esplicita scelta politica, di riconoscere la pubblica utilità del deposito. Al quale anche la Regione si conferma contraria.


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