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ha un risvolto modenese la vicenda delle due suore che si sono incatenate in San Pietro chiedendo di tornare al loro convento. Tutto sarebbe partito con l’inchiesta sul custode, modenese, dell’istituto religioso.

E’ il modenese Luca Brazigar il legale a cui si sono rivolte le due ex suore carmelitane di clausura sulla soglia degli 80 anni, che si sono incatenate ieri mattina davanti a piazza S. Pietro, a Roma, poco prima dell’Angelus, per protestare contro quella che ritengono l’ingiusta cacciata dal loro convento, e in cui chiedono di poter tornare. La vicenda avrebbe avuto inizio con l’inchiesta che coinvolge Pierpaolo Melchionda, 40 anni, originario di Modena, ex carabiniere, a carico del quale è già iniziato un processo a Macerata. L’uomo era custode e factotum dello stesso convento di Camerino dove le due suore erano priora e tesoriera. Secondo l’accusa il quaratenne avrebbe fatto sparire dei soldi, approfittando della disponibilità e ingenuità delle religiose. E un’ispezione ecclesiale avrebbe finito con il coinvolgere suor Albina Locantore, 73 anni, di Matera, e suor Teresa Izzi 79 anni, di Latina, forse perché la presenza dell’uomo ha infranto la clausura. Intanto, l’uomo che ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, è accusato di appropriazione indebita, truffa e circonvenzione di incapace. Nel procedimento la Congregazione degli istituti di Vita Consacrata figura come parte civile.


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