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Non solo cibi bio. Il 16° congresso mondiale Ifoam dell’agricoltura biologica, in programma nel modenese la prossima settimana, si occuperà anche di tessile. E Carpi si candida a diventare la capitale della moda etica.

Il futuro della moda è etico. Non solo top model e tessuti pregiati, ma anche abiti rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. La conferenza internazionale su fibre e tessile bio si svolgerà a Carpi lunedì 16 e martedì 17, nell’ambito del 16° congresso mondiale Ifoam dell’agricoltura biologica che proseguirà nel modenese sino a venerdì 20. Tra i partecipanti alcuni dei massimi cultori di sviluppo sostenibile come la fisica Vandana Shiva, Serge Latouche, teorico della decrescita, e Wolfgang Sachs, del Wupeprtal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia. Con loro si confronteranno industriali del settore per capire come promuovere un design etico che coniughi alta moda, coltivazioni bio e sviluppo delle aree più povere e delle popolazioni più sfruttate del pianeta. E Carpi, capitale mondiale del tessile, è pronta a fare la sua parte. Un settore in crescita, quello delle fibre bio, anche se ancora di nicchia. Il mercato mondiale quest’anno toccherà i 2600 milioni di dollari con la domanda di cotone bio che sta per raggiungere le 100 mila tonnellate, contro le 23 mila del 2005. Anche perché sono sempre di più i grandi marchi che offrono abiti in fibre naturali. La conferenza di Carpi inizierà lunedì alle 17 all’Auditorium San Rocco. Di grande fascino, lo spettacolo in programma lunedì sera, alle 22, in piazza Martiri, che Aterballetto, la principale compagnia italiana di danza contemporanea, dedicherà alla moda bio.


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