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Sindaci fermatevi e torniamo a discutere. E’ questo l’appello lanciato ieri sera dai partecipanti al Forum di Spilamberto Parliamoci, in merito al progetto di recupero dell’ex Sipe.

In Formula 1 si chiama pit-stop, una sosta ai box per poi ripartire più veloci di prima. In politica, si parla invece di concertare una soluzione condivisa, ma il senso è lo stesso: fermarsi, cambiare qualcosa e ripartire per poter arrivare al traguardo senza intoppi. E proprio un tavolo di concertazione sul tema del recupero dell’ex Sipe è quello che chiedono ad enti locali e istituzioni, i cittadini di Vignola, Savignano e Spilamberto che ieri sera hanno partecipato al Forum organizzato dall’associazione Parliamoci. Un centinaio gli intervenuti presso la sala del vecchio consiglio comunale al Torrione di Spilamberto che hanno dato vita ad un confronto a tutto tondo sul progetto di recupero della storica fabbrica di esplosivi, nonostante l’assenza degli amministratori che pure erano stati formalmente invitati. “Solo il sindaco di Vignola Adani – ha spiegato in apertura di assemblea il coordinatore del Forum Vittorio Molinari – ha risposto al nostro invito dicendosi disponibile al confronto e scusandosi per l’assenza dovuta a precedenti impegni. Stupisce che i primi cittadini non abbiano ancora capito che la mancanza di dialogo è la causa principale della crescente contrarietà al progetto”. Dubbi e perplessità sulla modifica dell’accordo del 2004 per il recupero dell’ex polveriera, emersi in tutti gli interventi. L’incontro si è concluso oltre la mezzanotte, con più di una critica avanzata anche da importanti esponenti del locale Partito democratico come il consigliere Baccolini, gli ex sindaci Orlandi e Cadignani e l’ex consigliere Morandi. Da qui, la richiesta, condivisa anche dai rappresentanti delle organizzazioni economiche, presenti all’assemblea, di arrivare ad un accordo che non sacrifichi l’interesse pubblico. Martedì e mercoledì, i sindaci incontreranno associazioni economiche e sindacati, “Un primo passo – sottolinea Molinari – verso l’avvio di un confronto che deve coinvolgere l’intera città, perché la Sipe, anche solo per la sua storia, è patrimonio di tutti”.


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