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Cambia sede e tipo di lavoro la dirigente della Provincia finita sotto inchiesta per assenteismo. E oggi l’assessore Caldana è stato ascoltato in Procura come persona informata dei fatti.

Un colloquio durato poco meno di un’ora. L’assessore Alberto Caldana è uscito da Palazzo Martinelli verso le 18.30 senza rilasciare particolari dichiarazioni alla stampa. “Sono scivolato su una buccia di banana” si è limitato a dire ai giornalisti. Come noto, l’assessore all’ambiente aveva chiesto di incontrare il sostituto procuratore Giuseppe Tibis per fornire la sua versione dei fatti in merito alla lettera di elogio scritta nei confronti di una sua dirigente accusata di assenteismo. Lettera che, era già stato spiegato, l’assessore aveva firmato senza leggere e soprattutto senza sapere che sarebbe stata utilizzata dall’indagata durante l’interrogatorio di garanzia. E intanto per la dirigente sotto inchiesta è tempo di cambiare lavoro. Stessa qualifica e stesso ruolo, ma da lunedì la direttrice cambia sede e responsabilità.La decisione era inevitabile: la dirigente della Provincia accusata di assenteismo lascia l’incarico di direttore dell’area Ambiente e sviluppo sostenibile per passare, dal prossimo lunedì, a una nuova responsabilità, quella di direttore dell’area Finanziaria, patrimonio ed economato. Stesse mansioni, stessa qualifica e stesso stipendio, diverso l’assessore di riferimento e la sede di lavoro: da Alberto Caldana a Stefano Vaccari, da viale Barozzi a viale Martiri della Libertà, ossia la sede centrale. Diverso anche il lavoro e il tipo di responsabilità. La gestione del bilancio, per intenderci, resta nelle mani del direttore generale Onelio Pignatti. La notizia viene affidata a un breve e formale comunicato stampa: nessun riferimento all’inchiesta giudiziaria in cui è coinvolta la dirigente, una laconica dichiarazione del presidente della Provincia Emilio Sabattini che ringrazia l’ormai ex direttrice dell’area ambiente per aver accettato un altro ruolo all’interno della pubblica amministrazione, rendendo così più veloce il passaggio al nuovo lavoro. E non poteva che essere così, dopo che lo stesso Sabattini aveva più volte dichiarato che si era rotto quel rapporto di fiducia alla base dell’incarico. L’indagine per truffa e falso ideologico è ancora nella sua fase preliminare, qualsiasi altro provvedimento nei confronti della lavoratrice non sarebbe al momento applicabile. La dirigente sotto accusa cambia settore e luogo di lavoro e questo probabilmente porterà un po’ di serenità nella sede di viale Barozzi, dove da tempo l’aria era diventata irrespirabile. Non è un caso che l’inchiesta sia partita proprio dai malumori raccolti tra i colleghi dell’ex direttrice.


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