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E’ morta nel tardo pomeriggio di ieri, Vincenza Santoro Galano, la settantenne di Sassuolo cui il tribunale di Modena aveva consentito di rifiutare operazioni invasive e inutili per la sua guarigione. E’ il primo caso in Italia.

Ricordate la vicenda Welby? E la battaglia di famigliari e amici per ottenere il rispetto della volontà dell’uomo che chiedeva di spegnere la macchina che lo teneva forzatamente in vita? L’Italia si spaccò, con l’anestesista che staccò la spina chiamato a rispondere di eutanasia, mentre da più parti si evocava la necessità di introdurre il testamento biologico. Una legge che consentisse ad un malato di rifiutare cure e operazioni inutili e invasive. In attesa che in parlamento si concluda la discussione sul testamento biologico, da Modena arriva una soluzione totalmente diversa per coniugare diritti del malato e obbligo per i medici di fare di tutto per tenerlo in vita. Un provvedimento del giudice tutelare, Guido Stanzani, ha infatti imposto ai medici di non eseguire la tracheotomia che avrebbe tenuto forzatamente in vita attraverso un polmone artificiale, Vincenza Santoro Galano, una settantenne sassolese malata di Sla, grave patologia degenerativa e al momento senza cure conosciute. La donna è deceduta nel tardo pomeriggio di ieri, dopo aver ottenuto il rispetto della sua volontà. Ad ottenere il provvedimento era stato il marito che la donna, come consente una legge del 2004, aveva nominato ‘amministratore di sostegno’. E’ la prima volta che questa figura viene chiamata a decidere non per questioni partimoniali ma per problematiche legate alla salute alla persona. "Si è finalmente applicato un diritto costituzionale", dice l’avvocato Maria Grazia Scacchetti. La vicenda di Vincenza Santoro Galano è già diventata un caso nazionale. Per la senatrice del Pd, Fiorenza Bassoli, relatrice della legge sul testamento biologico, si tratta di una decisione isolata di un tribunale che non modifica l’esigenza di una specifica legge. Tesi condivisa anche dal senatore del Pdl, Antonio Tomassini, presidente della commissione sanità di Palazzo Madama. Per il deputato modenese del Pdl, Isabella Bertolini, si tratta, invece, di un pericoloso esempio, che deve indurre la politica ad intervenire “per evitare il ripetersi di simili episodi”. Di opposto parere Aduc. L’associazione dei consumatori sottolinea che la decisione del tribunale di Modena dà finalmente piena attuazione alla Costituzione, consentendo anche a chi non è più in grado di esprimersi di far valere la propria volontà in fatto di trattamenti sanitari.      


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