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Sono quasi 3 mila i laureati dell’Ateneo di Modena e Reggio usciti dopo la riforma del 2001. Tanti i risultati positivi conseguiti con la nuova legge mentre. Tra le ombre, il calo delle esperienze all’estero e l’irrisolto dilemma sulla qualità della formazione universitaria.

Laureati più regolari, più assidui alle lezioni, che partecipano maggiormente a tirocini e stage ed, in complesso, più soddisfatti della loro esperienza universitaria. E’ questo l’identikit degli studenti a quasi 7 anni dal varo della riforma dell’università. Ad elaborare il profilo è stato, a livello nazionale, il consorzio universitario “Almalaurea” che ha coinvolto 185 mila giovani, laureatisi nel 2007, di 47 atenei italiani. "Nonostante ciò che si senta ripetere, tra mass-media ed opinione pubblica, sono buoni i risultati che si registrano dopo l’introduzione della riforma universitaria – commenta Andrea Cammelli, direttore del Consorzio Almalaurea – Si riduce l’età del conseguimento del titolo di studi e migliora la regolarità della frequenza ai corsi da parte degli studenti. Se prima ci si laureava a 28 anni, oggi i giovani discutono la tesi a 24,5 anni di media. Se in precedenza neanche il 10% degli studenti concludeva in corso i propri studi, oggi questa percentuale è salita al 45%. Sono inoltre aumentati fino al 62% coloro che frequentano tirocini e attività formative, a riprova di un maggiore dialogo tra sistema scolastico e mondo del lavoro”. Tra i 3.191 giovani laureati all’Ateneo di Modena e Reggio oltre 2.900 sono post riforma, quasi 2000 hanno conseguito lauree triennali, 721 quelle specialistiche e 228 quelle specialistiche a ciclo unico. A Modena il traguardo della laurea è raggiunto a 23,9 anni, su una media nazionale del 24,5. Aumenta anche la regolarità degli studi: il 61% conquista il titolo in corso ed il 78,5% ha frequentato regolarmente le lezioni.    


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