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Domani, dalle 16, il consiglio comunale di Modena discuterà il piano particolareggiato dell’opera, mentre gli anarchici di Libera terranno un presidio di protesta in piazza Mazzini.

Modena è terra di motori. Basterebbe citare Enzo Ferrari per dire tutto, eppoi Maserati, De Tomaso, Stanguellini, Cadalora, nomi che racchiudono una passione collettiva e il lavoro di tanti tecnici e di aziende meccaniche all’avanguardia mondiale. Una passione che da domani potrebbe avere una nuova casa, a Marzaglia. Non un autodromo, come quello in funzione al Parco Ferrari dal 1950 al 1962, né un mini circuito di Formula 1 come quello di Fiorano, ma una pista prove destinata ai test delle aziende, a corsi di guida sicura, a raduni e manifestazioni motoristiche e al libero uso di privati. La decisione finale, dopo il via libera dato dalla Provincia lo scorso gennaio alla valutazione d’impatto ambientale, spetterà al consiglio comunale di Modena, chiamato domani dalle 16, ad approvare il piano urbanistico attuativo. Un voto atteso perché forte è la contrarietà all’opera di molti soggetti, a cominciare da Verdi e Rifondazione. Il coordinamento di cittadini e associazioni contrari al progetto, la consulta ambientale di Modena e gli anarchici di Libera, che hanno la sede proprio sull’area dove dovrebbe sorgere la pista prove e domani dalle 15 hanno organizzato un presidio di protesta in piazza Mazzini, contestano la validità del progetto e hanno già annunciato ricorso al Tar, in caso di approvazione. Le contestazioni riguardano: la cementificazione di un’area verde, il possibile impatto sul bacino acquifero, la realizzazione di un’annessa zona commerciale da 4mila metri quadrati e gli scarsi benefici economici per il Comune, con la società concessionaria che per 55 anni pagherà un affitto annuo di 40mila euro. Critiche cui l’amministrazione ha risposto ricordando che il progetto è stato sensibilmente ridotto rispetto alle prime proposte e sottoposto ad un’accurata verifica d’impatto ambientale. Domani dunque il consiglio comunale potrebbe mettere, Tar permettendo, la parola fine sulla vicenda iniziata nel 1990, quando la società Vintage ottenne la possibilità per 50 anni di costruire un impianto motoristico a Marzaglia. Ma come fu nel maggio del ’49 per il contributo di 15 milioni assegnato all’autodromo, la seduta si annuncia caldissima.


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